Da sempre la Valle Isarco fu zona di passaggio per chi, arrivando dal Brennero, viaggia verso sud. Il nome della valle deriva dall’omonimo fiume circondato da montagne impervie: a est le Dolomiti, a ovest le Alpi Sarentine. Ma nonostante l’ambiente montano, il territorio presenta anche alcuni tratti tipicamente mediterranei. A caratterizzare la vegetazione sono soprattutto castagni e vigne. La Valle Isarco rappresenta la zona vitivinicola più settentrionale d’Italia in cui l’uva viene coltivata fino ad un’altitudine di 850 m su una superficie complessiva di 440 ha. Gli altri due settori agricoli portanti sono la frutticoltura e, a quote maggiori, la zootecnia.

La Valle Isarco è una delle zone escursionistiche più affascinanti dell’Alto Adige e famosa per la tradizione del Törggelen per celebrare la castagna. Degni di una visita sono le abbazie di Sabiona e Novacella, il centro della città sede vescovile di Bressanone e la cittadina medievale di Chiusa.

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Distanze

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    Milano

Il clima della Valle Isarco è ideale per la produzione di vini bianchi: da un lato l’escursione termica tra giorno e notte dovuta alla vicinanza alle montagne, dall’altro una quantità di precipitazioni ridotta e molte ore di sole, entrambe condizioni atipiche per un territorio alpino.

Grazie a tali condizioni climatiche favorevoli, in Valle Isarco si coltiva l’uva ad un’altitudine compresa tra i 400 e gli 850 m.

Da nord a sud, la zona vitivinicola della Valle Isarco si estende dal comune di Varna poco prima di Bressanone fino all’altopiano del Renon presso Bolzano. Chiusa verso settentrione come un anfiteatro, la conca di Bressanone è quindi protetta dalle correnti fredde. Le vigne qui si trovano soprattutto sulla sinistra orografica dove grazie alla forte esposizione al sole e ai pendii scoscesi, l’ambiente si riscalda rapidamente. I terreni di origine morenica sabbiosi e sassosi sono composti da ardesia, gneis e granito.
Dopo la conca di Bressanone la Valle Isarco torna a restringersi scendendo leggermente verso sudovest: qui i vigneti si estendono soprattutto sulla destra orografica.
La formazione geologica predominante tra Bressanone e Chiusa sud è la fillade quarzifera mentre da Prato Isarco è il porfido quarzifero. L’intera valle è caratterizzata da pietrisco di epoca glaciale e sedimenti fluviali depositatisi tra un’era glaciale e l’altra, creando terreni permeabili capaci di assorbire il calore rapidamente.
L’alto contenuto di silicati nei terreni conferisce ai vini della Valle Isarco il loro caratteristico contenuto minerale.


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Gli albori della viticoltura in Valle Isarco risalgono alla notte dei tempi. Le prime testimonianze di una tradizione vinicola in valle sono da collocarsi al V secolo avanti Cristo. Nel primo medioevo sono i monaci ad occuparsi della coltivazione dell’uva e per secoli la viticoltura è gestita esclusivamente da loro. Illustre testimone di questo passato è la cantina dell’Abbazia di Novacella dove si produce vino dal 1142.

Fino alla fine del XIX secolo, la produzione comprendeva soprattutto i vini rossi. Essendo il clima della Valle Isarco troppo fresco per questi vitigni, la qualità ne risentiva notevolmente.

A causa dell’infestazione di fillossera della vite attorno al 1900 e alla mancanza di acquirenti, la produzione di vino della valle andò scemando. Le superfici coltivate diminuivano e spesso i contadini coltivavano solo ancora per il fabbisogno personale. Dopo la devastazione, solo nella conca di Bressanone si piantarono rapidamente delle vigne nuove. I consulenti chiamati dalla città tedesca di Würzburg riconobbero immediatamente l'idoneità della zona alla coltivazione di vitigni a frutto bianco portando con sé la loro varietà principale, il Sylvaner.

Il settore fiorì nel 1961 con la fondazione di cooperative a Chiusa e Bressanone. Si diffusero anche altre varietà di bianchi e le zone coltivate si estero nuovamente. I pendii terrazzati di difficile lavorazione vennero sanati e rinnovati tornando a caratterizzare il paesaggio. Ben presto si capì l’importanza della formazione e del know-how specifico in vigna e in cantina: la qualità aumentò notevolmente e i vini della Valle Isarco poterono affermarsi sul mercato. Diversi produttori intrapresero la via dell’indipendenza assumendo l’intera filiera produttiva e contribuendo così alla varietà e alla visibilità della cultura vitivinicola della Valle Isarco.

Oggi la Valle Isarco è considerata una delle migliori zone di produzione di vini bianchi d’Italia.

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